Cosa insegna la Bibbia?

 Riscoprire il messaggio completo della Bibbia.

Cosa insegna realmente la Bibbia? Questa è una domanda di vitale importanza per ogni credente, e la risposta non può essere ridotta a semplici slogan. Molti evangelici, interrogati sul riassunto del messaggio biblico, citerebbero giustamente la "salvezza in Cristo" o la "salvezza per grazia e fede". Queste verità sono gloriosamente assolute: siamo salvati tramite Cristo e non tramite le nostre opere, per l’immeritata grazia di Dio. Tuttavia, fermarsi qui significa accettare un Vangelo troncato, una versione parziale che, nella migliore delle ipotesi, riduce il messaggio a una "assicurazione per non finire all’inferno". Per abbracciare la pienezza della vita cristiana, dobbiamo invece comprendere il quadro completo.

Gesù Cristo: il compimento della Scrittura

La fede che definisce i cristiani è credere e seguire gli insegnamenti del Signore Gesù Cristo. Questo richiede di conoscere chi Egli sia, cosa sia venuto a compiere, e cosa si attende dai suoi fedeli. L’unica fonte affidabile e infallibile per questa conoscenza è il Nuovo Testamento: i quattro Vangeli, gli scritti degli apostoli e l’Apocalisse.

Tuttavia, l’insegnamento del Nuovo Testamento rivela immediatamente che Gesù si pone come l'adempimento di una profezia che non solo risale a centinaia di anni nella storia d’Israele, ma si estende fino all’inizio della creazione e, di fatto, nell’eternità, nell'eterno decreto di Dio prima della creazione del mondo. Egli è venuto per portare a compimento ciò che era stato decretato e promesso fin dal Giardino dell’Eden, dopo la caduta di Adamo.

Gesù stesso lo ha affermato: “Non pensate ch'io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire” (Matteo 5:17-18). Sul Monte della Trasfigurazione, manifestandosi con Mosè (la Legge) ed Elia (i Profeti), dimostrò di identificarsi in quella concezione e di essere venuto per portarla alla sua pienezza.

Il termine greco usato nei testi originali per “portare a compimento” (plerosai) significa “fare abbondare” o “portare a pienezza”. Gesù non è venuto per minimizzare il rapporto dei suoi discepoli con la Legge e i Profeti, ma per intensificarlo ed elevarlo ad un piano superiore. La Sua vita e la sua opera rappresentano quindi il culmine del piano di Dio per la salvezza dell’umanità.

Per comprendere rettamente la fede cristiana, non possiamo distaccarci da questa visione né limitarci al Nuovo Testamento. Quando Gesù affermava che “la Scrittura non può essere annullata” (Giovanni 10:35), e quando i discepoli sentivano ardere il cuore mentre Egli spiegava “le Scritture” (Luca 24:32), si riferivano proprio all’Antico Testamento, poiché il Nuovo non era ancora stato redatto. È l’intera Bibbia che deve essere la fonte per definire la nostra fede, ciò che dobbiamo credere e come dobbiamo vivere.

Il fondamento del messaggio biblico: Creazione, Caduta e Redenzione

Se l'Evangelo è più di una semplice "promessa" sul futuro della nostra esistenza, qual è allora il riassunto più completo dell'insegnamento biblico? La Bibbia insegna tre dottrine fondamentali, inseparabili tra loro: Creazione, Caduta e Redenzione.

Queste tre dottrine congiunte costituiscono il fondamento della concezione biblica del mondo e della vita. Sono gli "occhiali" attraverso i quali dobbiamo guardare alla vita intera, alla storia e alla realtà. Questo complesso interconnesso di presupposti costituisce la nostra vera "teoria del tutto".

L'interdipendenza delle dottrine

È fondamentale comprendere che Creazione, Caduta e Redenzione non sono dottrine separate; stanno in piedi o cadono assieme.

  • la Redenzione, realizzata da Cristo, presuppone la Caduta dell’uomo nel peccato;
  • la Caduta, a sua volta, presuppone la Creazione dell’uomo in condizione di rettitudine morale.

Non è possibile avere una visione non biblica della Creazione e della Caduta e, contemporaneamente, mantenere una concezione biblica della Redenzione. Se una di queste dottrine viene scartata o corrotta, la comprensione delle altre si distorce in modo dirompente.

Il Regno di Dio e la sua rilevanza terrena

Gesù è venuto per predicare il Regno di Dio (Marco 1:14) e ci ha invitato a cercarlo prima di ogni altra cosa (Matteo 6:33). Ma cosa significa cercare il Regno di Dio?

Molti credenti hanno idee vaghe o "spiritualizzanti" sul Regno, che ne riducono l’importanza per il mondo reale e per la vita della Chiesa, facendola assomigliare a poco più di un culto misterico.

Secondo la Bibbia, il Regno di Dio è un concetto sia presente che futuro: “presente” perché inizia con la conversione personale e la presa di coscienza del peccato (ravvedimento), portando a un cambiamento interiore (nuova nascita), e “futuro” perché si realizzerà pienamente con il ritorno di Cristo, quando stabilirà il suo governo definitivo sulla terra. Al presente il Regno di Dio consiste quindi  nella diffusione e pratica dei principi cristiani desunti dagli insegnamenti biblici, che di fatto consentono l'inizio della realizzazione della vita eterna già su questa terra. In definitiva, per comprendere in profondità il concetto di “Regno di Dio”, dobbiamo quindi “investigare” le Scritture di cui anche Gesù ha parlato: Mosè e tutti i Profeti (Luca 24:27).

Gesù infatti disse: “... se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me” (Giovanni 5:46). La nostra piena comprensione della fede cristiana non può quindi prescindere dall'intera accettazione della Bibbia quale Parola di Dio.

Attenzione ai falsi occhiali: Dualismo ed Evoluzionismo

Affinché la nostra comprensione della Redenzione sia appropriata, essa deve essere legata in modo indissolubile alla Creazione e alla Caduta. Non dobbiamo tentare di conciliare queste dottrine bibliche con idee ed insegnamenti provenienti da prospettive estranee alla Scrittura, come il dualismo filosofico o l’evoluzionismo.

La concezione biblica di Creazione, Caduta e Redenzione è diametralmente opposta, in antitesi, alla visione prevalente sull'origine delle cose: “il dogma darwiniano dell'Evoluzione della Specie” . Sebbene il concetto di “fede salvifica” possa apparire semplice (poiché siamo salvati da Chi conosciamo, non da quanto conosciamo), la nostra intera concezione del mondo — la conoscenza su origine, significato, scopo e valore della vita — plasma il modo in cui viviamo la vita cristiana.

Il pericolo dello Gnosticismo e del Dualismo

Una delle influenze più dannose nella storia della Chiesa è lo Gnosticismo. Gli antichi Gnostici credevano che il mondo materiale fosse opera di un dio minore (il Demiurgo) e che la Caduta fosse il risultato dell’intrappolamento di una scintilla divina nella materia.

In questa prospettiva dualistica, il problema dell'uomo non sarebbe etico (l'uomo pecca deliberatamente), ma metafisico (lo spirito è intrappolato in un corpo peccaminoso). Di conseguenza, la salvezza gnostica sarebbe determinata dalla evasione dal mondo materiale e non dalla redenzione dal peccato. Purtroppo, la chiesa moderna non è immune da queste influenze dualistiche estranee alla Bibbia. Leggere la Bibbia con "occhiali dualistici" piuttosto che con gli occhiali focalizzati su Creazione, Caduta e Redenzione, porta inevitabilmente alla mortificazione della sana spiritualità e a far assomigliare il culto cristiano ad una sorta di pratica neo-gnostica.

Conclusione

Per vivere la vita cristiana nella maniera intesa da Gesù Cristo, dobbiamo presupporre il fondamento teologico di Creazione, Caduta e Redenzione in tutto ciò che leggiamo nella Scrittura. Esse sono le basi sul quale si fonda la concezione biblica del mondo.

La vita, il mondo e ogni cosa sono come sono perché:

  1. Dio li ha creati dal nulla ed in origine erano buoni e perfetti;
  2. l'uomo è caduto nel peccato disobbedendo alla Legge di Dio;
  3. Dio ha redento l’uomo dal suo peccato attraverso la vita, la morte e la risurrezione del Signore Gesù Cristo.

Comprendendo la Redenzione nel suo contesto biblico completo — legato alla creazione perfetta e alla caduta morale — possiamo entrare nella pienezza delle benedizioni che Dio elargisce a coloro che seguono Cristo secondo la Sua parola.

Qualsiasi altra "teoria del tutto" non supportata da questo fondamento è, in ultima analisi, idolatria.

Dio ti bendica!

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