L'Adozione: accolti nella famiglia di Dio come figli
12.0 Introduzione
Dopo aver considerato la nuova nascita e la giustificazione, giungiamo a una delle verità più meravigliose e consolanti dell'Evangelo: "l'adozione spirituale".
Se la giustificazione risponde alla domanda: "Come può il peccatore essere dichiarato giusto davanti a Dio?", l'adozione risponde a una domanda ancora più personale: "Quale relazione avrà con Dio la persona che è stata salvata?" La risposta è straordinaria: Dio non si limita a perdonare il peccatore, non si limita a dichiararlo giusto, non si limita a liberarlo dalla condanna, lo accoglie nella Sua famiglia e gli conferisce la dignità e i privilegi di un figlio.
L'adozione rappresenta uno degli aspetti più affettuosi e relazionali della salvezza. Essa rivela non soltanto ciò che Dio fa per noi, ma ciò che Egli desidera essere per noi: un Padre amorevole. In un mondo segnato da relazioni fragili, abbandoni, solitudine e senso di rifiuto, la dottrina dell'adozione annuncia una delle realtà più confortanti della fede cristiana: in Cristo, il credente appartiene per sempre alla famiglia di Dio.
12.1 Che cos'è l'adozione?
L'adozione è l'atto mediante il quale Dio accoglie il credente nella Sua famiglia, concedendogli tutti i diritti e i privilegi della figliolanza. Non siamo soltanto perdonati, non siamo soltanto dichiarati giusti, diventiamo figli di Dio.
Giovanni scrive: "Ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio." (Giovanni 1:12)
L'adozione è dunque un privilegio riservato a coloro che hanno riposto la propria fede in Gesù Cristo.
12.2 Dio come Padre
L'intera Scrittura presenta Dio come Creatore di tutti gli uomini, tuttavia, il Nuovo Testamento introduce una verità ancora più profonda: attraverso Cristo, Dio diventa Padre in un senso personale e salvifico. Gesù insegnò ai Suoi discepoli a pregare: "Padre nostro che sei nei cieli." (Matteo 6:9) Per il credente, Dio non è soltanto il Sovrano dell'universo, è il Padre che ama, protegge, guida, corregge e provvede. L'adozione rende possibile questa intima relazione.
12.3 L'adozione è possibile grazie a Cristo
Nessun essere umano possiede per natura il diritto di entrare nella famiglia di Dio. Questo privilegio è reso possibile esclusivamente dall'opera di Gesù Cristo. Paolo afferma: "Dio mandò suo Figlio... affinché noi ricevessimo l'adozione." (Galati 4:4-5)
Gesù è il Figlio eterno per natura, noi diventiamo figli per grazia. Cristo possiede una figliolanza unica e divina, noi veniamo accolti nella famiglia di Dio grazie alla Sua opera redentrice.
12.4 L'adozione e la nuova nascita
Queste due dottrine sono strettamente collegate ma non identiche.
La nuova nascita parla del cambiamento della nostra natura e descrive ciò che Dio opera dentro di noi.
L'adozione parla del cambiamento della nostra posizione e descrive il nuovo rapporto che abbiamo con Dio.
Potremmo dire che mediante la nuova nascita riceviamo una nuova vita; mediante l'adozione riceviamo una nuova famiglia.
12.5 I privilegi dei figli di Dio
L'adozione porta con sé straordinarie benedizioni spirituali:
- Accesso al Padre: Il credente può avvicinarsi a Dio con fiducia. Paolo scrive: "Abbiamo ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: Abba, Padre." (Romani 8:15) L'espressione "Abba" comunica vicinanza, intimità e fiducia.
- L'amore del Padre: Giovanni esclama: "Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio." (1 Giovanni 3:1) L'adozione nasce dall'amore, non da un obbligo, non da un dovere, ma dal desiderio del Padre di avere comunione con i Suoi figli.
- La cura del Padre: Gesù insegnò che il Padre si prende cura dei Suoi figli, conosce i loro bisogni, provvede, sostiene, conforta e protegge. Questa verità dona sicurezza in mezzo alle difficoltà della vita.
- La disciplina del Padre: L'amore di Dio non si manifesta soltanto nelle benedizioni, talvolta si manifesta anche nella correzione: "Il Signore corregge quelli che ama." (Ebrei 12:6) La disciplina divina non è punizione giudiziaria, è educazione paterna che ha lo scopo di formare il carattere del credente.
- L'eredità futura: I figli di Dio sono anche eredi. Paolo scrive:"Se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo." (Romani 8:17) L'adozione guarda anche al futuro: coloro che appartengono a Cristo erediteranno tutte le promesse preparate da Dio per il Suo popolo.
12.6 Lo Spirito Santo e la certezza della figliolanza
Uno dei ministeri più preziosi dello Spirito Santo è quello di confermare al credente la propria appartenenza a Dio. Paolo scrive: "Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio." (Romani 8:16) Molti credenti attraversano momenti di dubbio e scoraggiamento, tuttavia, lo Spirito Santo continua però a ricordare loro che appartengono al Padre. La sicurezza della figliolanza non si fonda sulle emozioni ma sulla promessa di Dio e sulla testimonianza dello Spirito.
12.7 L'adozione e la fraternità cristiana
Se Dio è nostro Padre, allora tutti i credenti sono fratelli e sorelle in Cristo. Questa realtà supera:
- nazionalità;
- cultura;
- condizione sociale;
- livello di istruzione;
- provenienza geografica.
La Chiesa è una famiglia spirituale composta da persone rigenerate e adottate dal medesimo Padre. Comprendere questa verità favorisce l'unità, l'amore reciproco e il servizio cristiano.
12.8 I figli di Dio e il mondo
La Scrittura insegna che l'adozione comporta anche una nuova identità. Il credente non appartiene più al sistema di valori dominato dal peccato, egli vive nel mondo ma appartiene alla famiglia di Dio.
Per questo motivo la sua condotta dovrebbe riflettere il carattere del Padre. Paolo scrive: "Siate dunque imitatori di Dio come figli amati." (Efesini 5:1) L'adozione produce somiglianza e chi ama il Padre desidera assomigliarGli.
12.9 Errori e fraintendimenti comuni
- "Tutti gli uomini sono figli di Dio nello stesso senso": Tutti gli uomini sono creature di Dio. La figliolanza salvifica appartiene solo a coloro che ricevono Cristo mediante la fede.
- "L'adozione dipende dal mio comportamento": L'adozione è fondata sulla grazia di Dio e sull'opera di Cristo. L'ubbidienza è il frutto della figliolanza, non la sua causa.
- "Quando sbaglio perdo la mia relazione con Dio": Il credente può interrompere la comunione con Dio attraverso il peccato, ma non cessa di essere Suo figlio. Ha bisogno di ravvedimento e restaurazione, come un figlio che ritorna al padre.
- "La disciplina di Dio significa che Egli mi rifiuta": La Scrittura insegna l'opposto. La disciplina è una dimostrazione dell'amore paterno di Dio.
- "Dio è soltanto un giudice": Dio è certamente il Giudice giusto di tutta la terra, ma per il credente Egli è anche il Padre amorevole che lo accoglie nella Sua famiglia.
12.10 Applicazioni per la chiesa oggi
Chi comprende la dottrina dell'adozione:
- sviluppa una relazione più intima con Dio;
- prega con maggiore fiducia;
- vive con sicurezza spirituale;
- affronta meglio le prove;
- comprende il valore della Chiesa come famiglia;
- cresce nell'amore verso gli altri credenti;
- trova guarigione da sentimenti di rifiuto e abbandono.
La consapevolezza di essere figli di Dio trasforma profondamente il modo in cui il credente vede sé stesso, il proprio passato e il proprio futuro.
12.11 Versetti da consultare
- Giovanni 1:12-13
- Matteo 6:9
- Giovanni 14:18
- Romani 8:14-17
- Galati 3:26
- Galati 4:4-7
- Efesini 1:4-5
- Efesini 5:1
- Ebrei 12:5-11
- 1 Giovanni 3:1-2
12.12 Conclusione
L'adozione è l'atto mediante il quale Dio accoglie nella Sua famiglia coloro che hanno creduto in Gesù Cristo, conferendo loro la dignità, i privilegi e l'eredità dei figli di Dio. Essa è resa possibile dall'opera redentrice di Cristo ed è confermata dalla testimonianza dello Spirito Santo nel cuore del credente. Attraverso l'adozione non soltanto riceviamo il perdono, ma entriamo in una relazione viva e personale con il Padre celeste. Non siamo più estranei, ma membri della Sua famiglia; non siamo più sotto condanna, ma oggetto del Suo amore; non siamo più orfani spirituali, ma figli ed eredi delle Sue promesse.
In un'epoca caratterizzata da identità fragili e relazioni instabili, la Chiesa deve tornare a proclamare questa gloriosa verità dell'Evangelo: il Dio che giustifica il peccatore è anche il Padre che lo accoglie, lo ama, lo educa e lo custodisce per l'eternità.